Biografie » Andrea Vatti

Jacopo Ciani Andrea Vatti Joel De Petris Alessio Belli
Andrea

Equipaggiamento


BATTERIA

Yamaha Rock ’n Road colore nero
1. Grancassa 22"x18"
2. Rullante 14"x6.5"
3. Rack Tom 10"x9"
4. Rack Tom 12"x10"
5. Rack Tom 14"x12"

le dimensioni si intendono diametro x profondità



HARDWARE

6. doppio pedale Pearl Eliminator P-2002CL con battente Pearl Quadbeater
7. rack Dixon PSO1800
8. Tama Roadpro Snare Stand HS700WN
9. Yamaha Snare Stand SS650
10. seduta Tamburo DT3000



PELLI

Grancassa =>
- battente: Remo Coated Powerstroke 3 (con Remo Muff’ls Ring Control e Remo Falam Slam Bass Drum Pad 2,5" double kick)
- risonante: Remo Ebony Ambassador (con foro centrale provvisto di Chrome Rockring Snap da 6")

Rullante =>
- battente: Remo Coated Controlled Sound con Black Dot (supportata da cerchio Die-Cast Dixon)
- risonante: Remo Snare Side Hazy Ambassador (con cordiera a 42 fili)

Toms =>
- battente: Remo Clear Pinstripe
- risonante: Remo Clear Ambassador



PIATTI

2 piatti di fattura artigianale

tutti i piatti sono equipaggiati con Sonor Cymbal Clamps



PERCUSSIONI

LP Vibra-Slap II
LP Vibra-Tone
LP Shake-It
LP Jamblock Rosso Low-Pitch
LP Granite Blocks
LP Deluxe Black Beauty Cowbell
LP 6" Mini Timbale
LP 8" Mini Timbale
LP 10" Mini Timbale



BACCHETTE

Vic-Firth American Classic 5A

Andrea "Geeno" Vatti

Andrea Vatti
Manifestando l’amore profondo per la batteria fin da piccolissimo, Andrea Vatti (nato a Prato il 01/02/1983) iniziò a prendere in mano le bacchette già mentre stava nel girello. Forse grazie alla passione trasmessa dal padre Luigi, ex-batterista, Andrea crebbe innamorandosi dello strumento fin dal principio. Era solito mettersi alla batteria durante gli intervalli dell’orchestra dove suonava il padre e fra un valzer e un tango iniziò a formare l’estro musicale che lo caratterizza meglio oggi.
Nel 1990 Andrea abbandona per dieci anni la batteria, causa la timidezza, tanto da restare rifugiato nell’ambiente familiare fino all’età di 17 anni, unico rapporto con l’esterno ovviamente la scuola,un istituto di ragioneria.
Nell’ottobre del 1999 Andrea riacquista la voglia di suonare, e motivato dall’uscita dell’album Californication dei Red Hot Chili Peppers, decide di rimettersi dietro ai “tamburi”: esercitandosi su una batteria improvvisata, il giovane Andrea si allena su una sedia sferzando l’aria con le bacchette e un pedale a contrasto di un libro come cassa. L’anno successivo convince il padre a farsi montare la batteria nel garage di casa insonorizzandola a dovere per evitare problemi col vicinato e dopo solo 20 giorni viene contattato da ex-compagni di scuola che gli chiedono di fondare una band.
E’ proprio con questa band che Andrea conobbe Alessio Belli e Francesco Giraldi grazie alla condivisione della soffitta usata come sala prove.
In questo periodo Andrea si immerge nel mondo del Metal, appassionandosi tantissimo per batteristi tipo Mike Portnoy e Lars Ulrich. Ma la pasione per le cose nuove lo spinge ad arricchire il suo bagaglio musicale e accetta la proposta fatta da Francesco e Alessio nel 2002 di fondare un trio blues a scopo formativo e inoltre di passare dalla vecchia band di amici di scuola ad un vero e proprio progetto hard rock con i V.F.P..
Inizia ad appassionarsi alla fusion, ascoltando batteristi storici come Dave Weckl, Steve Smith, Terry Bozzio, Vinnie Colaiuta.
Il progetto blues però non creò troppi stimoli, sfociando in un più articolato gruppo jazz, con Federico Santini al piano.
Qui Andrea scopre vari generi che approfondirà a livello personale con gli studi privati intrapresi per un anno; generi quali lo swing, la bossanova, il be bop, il dixie. Alla fine del 2003 Andrea lascia la band spinto dalla volontà di intraprendere uno stile di vita diverso, fuori dalla città natale, restando però in buoni rapporti con quelli che diventeranno gli attuali compagni. Rimane tuttavia a Prato, dove continua a suonare con i Thundertrack (gli ex V.F.P.) fino alla fine del 2004, anno di profondo cambiamento stilistico: entra a far parte successivamente degli Atomo Lento, rock-prog italiana, generando una divergenza stilistica, che accrescerà notevolmente il suo bagaglio musicale ma lo porterà di fronte ad una scelta.
Sciolti i Thundertrack, quando gli viene chiesto dall’amico “Flat” Belli nel settembre 2005 di fare parte al progetto Dave Matthews Cover Band, Andrea accetta ritrovando tanti amici musicisti come Francesco e Federico.
Oggi Andrea oltre a collezionare soprannomi, è diventanto un membro fondamentale della Joe Busted Band proponendosi come batterista percussionista virtuoso, riconoscendosi nello stile di Carter Beauford, ormai guida spirituale.
Mosso dai numerosi stimoli che lo stile del drummer americano evoca, Andrea oggi segue un corso di perfezionamento dal batterista Carmine Bloisi.

Side project

al momento Andrea non fa parte di alcun progetto al di fuori della Joe Busted Band.
© 2006-2010Joe Busted Band